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Muoiono anche in Toscana?
Con quanto segue non intendo aprire un forum sul sito per la semplice ragione che non avrei il tempo materiale per controllarlo come moderatore, però penso sia il caso di discuterne perché, "Quanno ce vo', ce vo'"!
Relativamente alle linee moribonde, la Toscana, come era facile profezia, ha deciso di non voler essere da meno di Piemonte e Campania. Però, fortunatamente, su segnalazione del Collaboratore Luigi D'Argliano, si parla "solo" di soppressione di stazioni e fermate e non una caterva di linee complete come le altre due regioni. E, sempre per amore di verità, la Campania appare molto dietro il battistrada Piemonte perché le chiusure hanno, per ora, interessato poche linee e pare sia in atto un doveroso ripensamento.
Peraltro le motivazioni toscane appaiono, per usare un eufemismo, quanto meno cervellotiche.
Con delibera 01/10/12 la regione ha approvato una "riorganizzazione" della Pistoiese. A giustificazione delle soppressioni di strutture si è espresso pubblicamente l'assessore Ceccobao (un nome, un destino) .
Ora, a parte il limitato impatto degli interventi rispetto alle due altre regioni che la Toscana vuole imitare con invidia, ciò che fa pensare sono alcuni concetti espressi che, personalmente, critico totalmente.
I link sono i seguenti:
  • Lucca-Firenze in un'ora
  • Lucca-Firenze interventi
  • Pistoia-Firenze
    Ebbene, ciò che appare risibile è il parlare di argomenti che si conoscono poco o nulla, pensando che gli ascoltatori siano tutti stupidi, comportamento ricorrente quando i politicastri si rivolgono al popolo.
    Il primo concetto contestabile è la cosiddetta "riorganizzazione" della linea. E' presto detto: la riorganizzazione avviene semplicemente con la soppressione di fermate e stazioni, (d'accordo: poco frequentate) e null'altro. Dato che il verbo organizzare presuppone connotazioni di miglioramento; dove è il miglioramento in questo?
    Un secondo concetto espresso dal nominato assessore e dal governo regionale è quello di "velocizzazione". Il termine risulta del tutto ridicolo. La cosiddetta velocizzazione si ottiene semplicemente abolendo le fermate attuali e quindi i perditempo determinati dalla sosta e dai rallentamenti relativi. Ma questa è la velocità commerciale il cui significato andrebbe spiegato all'assessore Ceccobao. Io stesso sarei in grado di aumentarla dall'oggi al domani senza problemi impostando treni diretti senza alcuna fermata da Viareggio a Firenze. Nessun intervento tecnico è stato attuato per aumentare la velocità effettiva della linea.
    Regolarità di servizio: qui siamo addirittura all'opposto della logica ferroviaria. Mi si racconta che la Pistoiese risulta la linea toscana nella quale i ritardi dei treni sono percentualmente superiori alle altre. Quindi, secondo la logica politica, sopprimendo le stazioncine intermedie, la puntualità dovrebbe aumentare. Mi si spieghi la ragione tecnica. Invece, trattandosi di linea a binario singolo, è vero esattamente il contrario. Un numero maggiore di posti di incrocio, come sono le stazioni che si vogliono togliere di mezzo, permettono una maggiore flessibilità del servizio e quindi minori impedimenti in caso di circolazione perturbata.
    Orari sovrapposti: la "riorganizzazione", sempre a detta di chi farebbe meglio a tacere, passerebbe anche attraverso l'abolizione della dannosa concorrenza tra autobus e treni sulle medesime tratte. Forse ci si dimentica che il servizio ferroviario è venuto prima di quello su gomma e quindi la concorrenza è stata creata, artatamente e per interessi spesso poco chiari, proprio da quest'ultimo. Quindi, se un esercizio inutilmente concorrenziale e parallelo andrebbe soppresso, questo dovrebbe essere quello effettuato dagli autoservizi.
    Risparmi: tutta questa manfrina porterebbe un notevole risparmio, come al solito tutto a vantaggio dei contribuenti toscani, quantificato in oltre 4 milioni di euro. Mi piacerebbe sapere da dove viene fuori tale risparmio e poter vedere il dettaglio dei conti.
    Per concludere e per voler essere non solo critici ma, come mia abitudine, propositivi, i politicastri potrebbero avere, una volta tanto, l'umiltà di, quanto meno, prendere in esame alcuni modesti suggerimenti?
    Senza voler spendere un euro in più di quanto regioni e RFI non spendono oggi, la "riorganizzazione" della Pistoiese potrebbe avvenire attraverso quattro semplici interventi:
    a) - rimodulazione dell'offerta ferroviaria tramite una migliore pianificazione degli orari, tenendo conto anche delle coincidenze nei punti di diramazione con altre linee;
    b) - diversificazione dei convogli tra quelli più veloci commercialmente, e quindi con poche fermate (Prato, Pistoia, Montecatini, Lucca) , e quelli con fermate in tutte le stazioni;
    c) - strutturazione dei posti di servizio intermedi in fermate a richiesta e quindi solo in presenza effettiva di utenti;
    d) - soppressione degli autoservizi paralleli concorrenziali e loro impiego come raccoglitori per il collettore centrale ferroviario con schema a spina di pesce.
    Se qualcuno avesse la possibilità di fornirmi l'indirizzo dell'esimio assessore Ceccobao, potrei trasmettergli direttamente i concetti qui espressi.

    Ennio Morando
  • 610

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