Scali di smistamento
Buongiorno Ennio,
concernente gli scali di smistamento di Alessandria e Roma le pubblicazioni ovviamente sono solo pochi. Poi io ho alcuni domande sul argomento e forse per la pubblicazione su RdR/Bacheca... prego:
1° Alessandria Smistamento: Quando sono costrutti lo schema degli fasci di binario attuale ed i freni di rotaie? Hanno anche esistiti i freni secondari nel fascio direzioni per il tiro del bersaglio; se sì: da quando? E quando fu dismessa la sella di lancio? Dove sono documentati questi fatti?
2° Roma Smistamento: Nel primo volume di RdR, p. 349 hai scritto che lo scalo è attivato nel anno 1935, ma dopo altri fonti l'inaugurazione era 1939 (Polcari Cozio: Il Servizio merci, nel libro: La Gestione di Stato delle Ferrovie Italiane [1905 - 1955], Monografie, Roma 1956, p. 116, ovviamente parziale, vedi: Polsoni Giovanni/Fatuzzo Giuseppe: I ponti, nel stesso libro, p. 210; e: AAVV, Storia e tecnica ferroviaria, Roma: CIFI 2007, p. 256) . Che cosa è corretta; se 1935: dov'è documentato?
Io conosco solo due piani dello scalo pubblicati nei libri: Vicuna Giuseppe: Organizzazione e tecnica ferroviaria, Roma: CIFI 1968, p. 87 (schema semplice) ; e: Pallotta Lorenzo: I depositi locomotive di Roma Smistamento e San Lorenzo 1988-2024, Modena 2024, pp. 24/25 (dettagliato, situazione 1978) ; e nessuno nelle riviste. Ma in ambedue piani mancano i binari di corsa al lato est dello scalo dov'è oggi la fermata di Nuovo Salario!! Sono veramente inaugurati dopo 1978; se sì: quando e perchè?
E quando fu dismessa la sella di lancio? Dove sono documentati questi fatti?
Conosce altri pubblicazioni dettagliate concernente questi scali?
Scusi per eventuale cattivo italiano, tante grazie in avanza e cordiali saluti
Michael Krumholz (utente «Smistamento») .
Non si preoccupi: il suo italiano è facilmente comprensibile.
Purtroppo i dettagli specifici che lei chiede, per quanto siano affascinanti, non fanno parte della ricerca storica di RdR. In ogni caso speriamo di fare cosa utile con quanto segue.
Nel 1968 le Ferrovie dello Stato decisero di avviare un ammodernamento dello scalo merci di Alessandria Smistamento.
Gli interventi includevano la realizzazione di un apparato centrale elettrico a itinerari, un sistema di freni principali alla radice del fascio direzioni e dispositivi automatici per la manovra dei deviatoi. I lavori furono eseguiti in più fasi e ultimati a metà degli anni '70, quindi indicativamente tra il 1973 e il 1975.
In sintesi:
1968: avvio del progetto di ammodernamento.
Metà anni '70: completamento delle opere, inclusa l'installazione delle rotaie dotate di freni nella zona della sella di lancio.
La sella di lancio era operativa fino agli anni '70 e supportata da un sistema frenante moderno installato tra fine anni '60 e metà anni '70.
Già negli anni '80 l'impianto venne progressivamente lasciato cadere in disuso, anche a seguito del declino dell'attività ferroviaria merci e del trasferimento ad altri poli
Prima Alessandria.
Nel 2017 lo scalo merci fu messo in vendita o in affitto dalle Ferrovie dello Stato, segnalando una definitiva dismissione strutturale dell'area, inclusi gli impianti di smistamento come la sella di lancio
La sella di lancio di Roma Smistamento, nota anche come "parigina", fu operativa fino agli anni '80, quando il traffico merci iniziò a diminuire drasticamente e gli scali fecero sempre meno uso della manovra a gravità.
Secondo quanto riportato da Ferrovie.it, la parigina era ancora visibile in foto del marzo 2003 all'interno dell'area dello scalo e fu poi abbandonata negli anni '80 a causa della riduzione delle attività merci e di politiche aziendali di risparmio sul personale
Nuovo Salario è una fermata passeggeri attiva dal 16 febbraio 1981, servita principalmente da treni regionali FL1 (Orte-Fiumicino Aeroporto) su due binari.
La linea lenta Roma-Firenze passa per Nuovo Salario, e funge da accesso allo scalo di Smistamento agli impianti merci e al deposito locomotive situati su un tracciato parallelo alla linea stessa
Confermiamo che tali dati non sono quelli caratteristici della nostra cultura RdR.
Ennio Morando
_
51