Bacheca: Domande e risposte
I bivi di Bologna e i vecchi esempi di RdR
Salve
Alla pagina Le vecchie schede - Bologna che devo dire molto dettagliata, qualcosa non mi torna: posto in essere la vecchia definizione "triplo bivio Beverara" oggi "doppio bivio Beverara" in quanto e' stato cessato il raccordo per Ravone, quale sarebbe il citato "bivio Pescarola"?
Proprio non riesco ad identificarlo, anche perche' escludendo il bv. Bertalia, Arcoveggio, Trebbo, Calderara... non ne rimangono.
Mi potete dare una risposta perche' sono molto curioso, oltre che amante del nodo ferroviario di Bologna.
Grazie mille.
Michele Brina
___________________

La ringrazio per l'interesse e per il "molto dettagliata" che procura soddisfazione al nostro lavoro di ricerca. Tuttavia il suo citato riferimento porta ad un testo che non è completo e si rifà alla nostra storia ormai antidiluviana (abbiamo iniziato nel 1981) e, soprattutto, manca della mappa completa con la quale non le dovrebbero essere necessarie ulteriori spiegazioni.
Allego l'uno e l'altra per sua comodità.
In ogni caso l'ex Bivio Pescarola, oggi non più rintracciabile nella sua struttura fisica, come chiaramente indicato dalla simbologia sulla mappa, era situato sulla linea di Cintura a soli 268 m dal Doppio Bivio Beverara e controllava la diramazione dalla Cintura verso il Bivio Trebbo e quindi Bologna Corticella - Padova; in pratica era collegato al Doppio Bivio Beverara, al Bivio Trebbo ed al Bivio Bertalia. La sua soppressione, che data 1967, avvenne in concomitanza con la chiusura temporanea di tutto il raccordo verso il Bivio Trebbo, riattivato poco dopo ma la funzione del Bivio Pescarola fu assunta in telecomando dal vicino Doppio Bivio Beverara.
Comunque, per sua cultura, il nodo di Bologna è pieno di bivi tra cui molti da lei non ci citati:

Bertalia Bfs
[ex Bivio Bertalia (Primo) ]
Bivio Agucchi Bs
Bivio Arcoveggio B
Bivio Battiferro Bs
Bivio Bertalia B
Bivio Bologna Nord B
Bivio Calderara B
(Bivio Casalecchio) Bx
Bivio Crociali B
Bivio Emilia B
Bivio Ferrara Bs
Bivio Lavino Bs
Bivio Navile B
Bivio Navile (Primo) Bs
Bivio Pescarola Bs
Bivio Reno Bs
Bivio San Donato Bs
Bivio Santa Viola Bs
Bivio San Vitale B
Bivio Tavernelle B
Bivio Tavernelle (Primo) Bs
Bivio Trebbo Bs
Bivio Venezia (Bologna) B
Bivio Verona Bs

Spero di esserle stato d'aiuto.
Cordialità
Ennio Morando
______________________

Da questo primo scambio è discesa una corrispondenza fitta ed intrecciata che riportiamo con la seguente codifica colori:
Michele Brina
Ennio Morando
Michele Brina
Ennio Morando


Intanto molte grazie per la sua risposta e soprattutto per la documentazione allegata.
In pratica, se ho capito bene, il bv. Pescarola è il terzo del "famoso" triplo bivio Beverara citato da mio padre, C.T. di S. Donato in pensione dal 1992, numerose volte.
Si può quindi ragionevolmente dire che, dopo la chiusura del raccordo per Ravone, l'ex Bv. Pescarola è di fatto il secondo dell'attuale doppio bv. Beverara.

Direi di si. In ogni caso oggi fa parte "integrante" del D°B° Beverara perché i deviatoi sono telecomandati da quest'ultimo. E' un po' la situazione che è stata assunta da Bo.Centrale con Bo.Centrale Piazzale Arcoveggio e Bo.Centrale Piazzale Ravone.
Certo. Perché se non erro, all'epoca in cui erano effettivi scali smistamento, erano gestiti autonomamente come (sempre se non erro) lo è oggi San Donato.

Infine le allego una mappa, ancora in costruzione, che in questi giorni sto facendo sul nodo di Bologna.

Ottima. Le sarei grato se, una volta completata, mi potesse inviare copia. Mi meraviglia il fatto che, pur essendo così estesa, "pesi" solo 238 KB.
Anche le jpg, pur se in minima parte in confronto ad altri formati, godono di una certa "compressione".
Però le devo dire una cosa che non so se le farà piacere o la deluderà: sto pensando di rifare interamente la mappa adottando la sua grafica, che trovo fantastica, al contrario della mia utilizzata.
Lei si chiederà perché non uso la sua mappa vero?
Da ex fotografo, prediligo quello che una volta, in tempi analogici, si pagava a caro prezzo: l'alta definizione.
Oggi col digitale, questo è possibile e per quanto bella, la sua mappa non è certo in HD.
Dunque un bel formato a 10.000 pixel di larghezza: poi, per carità, a calare in riduzioni e compressioni, siamo sempre a tempo.
Se vuole le farò una citazione: dopo tutto l'idea grafica originale è la sua.
O no?

Con piacere accetto la citazione e si, l'idea è mia (1981) .


Il mio intento è ricostruire tutte le fasi di espansione, dal 1862 con la Bo Piacenza e la BO Rimini, sino ad oggi.
Ovviamente è ben accetto ogni suo commento e suggerimento.

Desidero solo aggiungere che la storia passo-passo del nodo di Bologna la trova nella parte finale del testo che le ho inviato, come pure quella di altri 19 nodi, definiti Nodi Storici, sono sul nostro sito Ricordi di Rotaie. D'altra parte gli schemi grafici che seguono l'avanzamento, sempre passo-passo del nodo, sono sul primo Volume di Ricordi di Rotaie, peraltro oggi esaurito.
Dunque se è esaurito e se non è on line, dove lo trovo?
Temo da nessuna parte.

Esatto a meno che lei non voglia pagare prezzi esorbitanti da chi lo mette in vendita: mercatini o internet o altro. A questo punto le consiglio di sottoscrivere l'abbonamento al sito che ha il vantaggio di comprendere tutta la rete e non i soli nodi storici, di essere più economico e soprattutto di essere aggiornatissimo rispetto a quanto poteva comparire su una stampa degli anni 90. L'unico svantaggio è che non compaiono gli schemi di sviluppo dei nodi passo-passo perché troppo impegnativi.


Una domanda alla quale non ho trovato risposta ne in rete ne da mio padre: il raccordo Corticella per cosa era stato fatto? Per la fornace?
Ho visto che nella mappa non lo avete inserito, così come il raccordo Casaralta, pur avendo inserito il vecchio tracciato della FCV, la exone di Paniogale Scala e il raccordo Lavino-B.Panigale

Qui il discorso si fa lungo ed articolato, e vorrei dire, scherzando, anche "doloroso". Spero di riuscire a riassumere il tutto in poche parole.
Con il termine raccordo in ferrovia si definiscono 2 tipi di collegamenti:
- quelli industriali
- quelli di servizio attivo.
Ai nostri fini, i secondi sono considerate linee a tutti gli effetti, i secondi sono quelli esercitati da industrie private per proprio conto e quindi non in conto terzi, come avviene, appunto, per i secondi e per tutta la rete (RFI ed ex concesse) .
A questo riguardo fanno testo gli articoli §3.1 e §3.8 del nostro famigerato "Definizioni Tecniche & Normativa" che tutto il mondo ci invidia, che può sempre trovare intero sul sito e che viene universalmente consigliato in caso di insonnia. Li riporto qui di seguito.

§3.1- Definizione di linea
Ai fini della presente ricerca, si definiscono come linee quei tratti ferroviari, aperti all'esercizio o soppressi, a singolo o multiplo binario, più o meno lunghi, congiungenti due o più località esattamente definibili ed individuabili da un posto di servizio con suo preciso toponimo, in esercizio o soppresso, situato in prossimità della sede ferroviaria ed il cui traffico sia o sia stato esercito da un'azienda che effettua o che ha effettuato il trasporto anche per conto terzi. Pertanto le linee vengono individuate dai due capolinea situati ai loro estremi, con posti di servizio che presentano nomi propri e progressive ben definiti.

§3.8- Esclusione dei raccordi industriali
Sempre in base a quanto indicato dal §3.1, sono escluse tutte quelle linee, sia pure con caratteristiche sicuramente ferroviarie a scartamento ordinario, che vengono utilizzate da società esclusivamente in conto proprio anche se esercite da aziende terze; sono quindi esclusi i vari tipi di raccordi industriali.

Stabilito ciò, i raccordi industriali non sono considerati dalla letteratura "ufficiale" RdR, seppure trattati con piacere in tutte le occasioni (come varie foto) . La stessa sorte hanno subìto lo scartamento ridotto e le tranvie. Il mondo intero ce ne chiede il perché.
Deve sapere che questa ricerca l'ho iniziata, purtroppo e me ne pento con calde lacrime, nel lontano 1981. Ebbene, pur con l'aiuto di vari Collaboratori, aumentati nel tempo, sono diventato matto abbastanza con il solo scartamento ordinario e non ho voluto rischiare di essere ricoverato in qualche struttura per alienati mentali. Gli stessi Collaboratori mi hanno spinto più volte a tentare il rischio ma ogni volta mi sono fermamente rifiutato. Basti pensare che il "solo" scartamento ordinario assomma ad ora a centinaia di migliaia di dati, ivi comprese le date, e che i posti di servizio, ovvero stazioni, fermate ed altro, oggi censiti sono 8.146 per avere una pallida idea delle "torture" cui sono stato sottoposto. Ci sono quindi Collaboratori RdR che hanno tentato l'avventura loro stessi ed hanno partorito libri interessantissimi sullo scartamento ridotto e sulle tranvie. Riguardo i raccordi industriali ci ha provato un Collaboratore di Torino che ha censito, raccontato e pubblicato quelli del solo Piemonte. Credo però che l'esperienza sia stata anche per lui traumatica tanto che mi ha confidato d'aver perso ogni volontà di proseguire con altre regioni.
Il concetto finale dovrebbe essere chiaro: dato che la ricerca RdR riguarda tutta la rete in tutto il territorio nazionale, se si include un argomento, questo deve essere completo ed esteso a tutta la rete.

Ok. Ma se sul raccordo Corticella non entro nella discussione, posso invece tentarla per il raccordo Casaralta.
Ovviamente non sono sicuro al 100% ma credo di ritenere valido che questo raccordo fosse in gestione FS.
Tenga presente che non serviva solo le Casaralta (che credo fossero private, o cmq mai state di proprietà pubblica) ma serviva anche la Manifattura Tabacchi e mio padre mi ha raccontato tanti aneddoti su servizi fatti come Capo Treno in quel raccordo, a partire dai furti di sigarette fatti su carri spiombati.

Mi spiace deluderla ma, almeno per i nostri fini RdR il fatto di servire in un raccordo di più di una azienda non produce alcun effetto sulla definizione. In pratica sono mezzi FS o RFI che effettuano le manovre come attualmente avviene con società specializzate. Per tornare alla nostra normativa che tutto il mondo ci invidia, il raccordo non è, ad esempio, quello che collega Bo.S.Donato alla rete di proprietà RFI ma è privato e quindi il servizio è a favore del o dei proprietari.

Per esempio non mi ha mai raccontato di avere fatto servizio al raccordo Co.Ge.Fr.In di Castelmaggiore o ad altri.
Ma dalle sue parole interpreto che il Casaralta fosse privato. È vero?

Infatti.

E cmq solo per curiosità: il raccordo Corticella sa a cosa servisse?
No, ma mi risulta ci fosse un importante raccordo militare. Non so se stiamo parlando della stessa cosa.
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